Bolzano, capoluogo di provincia
Piccola guida
Piazza Walther è il punto di incontro di Bolzano. Deve il suo nome a "Walther von der Vogelweide", il più grande poeta tedesco medievale. In piazza Walther si può gustare comodamente un cappuccino. Non lontano da piazza Walther sorge il Duomo di Bolzano. È stato costruito in stile gotico negli anni compresi tra il 1340-1500. Nelle dirette vicinanze merita una visita anche il Chiostro dei Domenicani con i suoi affreschi di Giotto. Il mercato della frutta e i portici sono il cuore di questa città piena di gioia di vivere. Presso il mercato della frutta, di fronte alla fontana di Nettuno, si trova una casa in stile neogotico del XVIII secolo. Qui pernottarono Herder, Goethe e l’imperatore Giuseppe II durante il loro viaggio in Italia. Case borghesi in stile rococò e neobarocco, decorate con stucco, circondano il mercato. La città commerciale medievale, situata nel punto di incontro tra nord e sud, è stata caratterizzata da una storia movimentata. Oggi Bolzano è una città moderna e il centro dinamico della provincia. Bolzano è il punto d’incontro di due culture. Il 70 percento dei bolzanini dichiara di appartenere al gruppo linguistico italiano, rendendo Bolzano la più “italiana” di tutte le città altoatesine. Da alcuni anni Bolzano è anche città universitaria. L’offerta culturale è ampia: cinema, teatro, concerti, esposizioni e altri eventi movimentano l'ex centro commerciale. Numerosi locali, ristoranti, pub ed enoteche vivacizzano il centro. Interessanti negozi specializzati e boutique di moda seducono allo shopping. Il design italiano caratterizza le vetrine e la leggerezza meridionale influenza tutto l’ambiente.
Il museo di Ötzi
Ötzi – l’uomo venuto dal ghiaccio
Oltre 5.000 anni fa un uomo salì sulle altitudini del ghiacciaio della Val Senales e vi morì. Casualmente, nel 1991, fu scoperto mummificato e ghiacciato, assieme ai suoi vestiti e al suo equipaggiamento: una sensazione archeologica e una straordinaria foto istantanea di un uomo dell’età del Rame. Dopo analisi di team di ricerca altamente specializzati durate anni, dal marzo del 1998 la mummia e gli altri ritrovamenti sono accessibili al pubblico nel Museo archeologico sudtirolese.
Per la prima volta nella storia della medicina e dell’archeologia è possibile eseguire studi anatomici su una mummia umida indubbiamente risalente al IV secolo a.C. A parte un danno all’anca sinistra, il corpo è praticamente intatto. Con l’ausilio di procedimenti moderni è stato possibile diagnosticare particolarità anatomiche e cambiamenti patologici. I risultati delle analisi sono presentati nel museo mediante stazioni multimediali, video e tabelloni.





